delle ragazze e dei ragazzi della 3^D della scuola media Aliotta

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Abbiamo aderito al concorso “I giovani ricordano la Shoah”.
Nel bando del concorso abbiamo letto queste parole :

In diversi momenti della storia, i libri
sono stati censurati, sequestrati o bruciati
”…


Proprio queste parole hanno fatto nascere l’idea di un libro che contiene poesie e riflessioni sulla Shoah e sui totalitarismi del ‘900 ed illustrazioni che rafforzano i contenuti dei testi.

LE IMMAGINI

“LA FORZA DELLE DITTATURE
È NEI MUSCOLI,
NON NEL CUORE”
"LA LIBERTA’
E’ UNO STATO MENTALE"
"IL VOLO"
"IL VALORE DELLA LIBERTA’"

LE POESIE

IL VOLO
La crescita non ti esonera dal soffrire
La sensibilità ti costringe un po’ a patire.
Non subendo puoi le parole non imbavagliare
E inseguire i pensieri pronti a volare.

Francesco

 

IL VALORE DELLA LIBERTA’
La libertà del comunicare
è certamente da apprezzare.
Però, quando la conoscenza si vuol censurare,
bisogna sempre lottare
come fecero un tempo grandi eroi
- L. King, Mandela e Gandhi – i quali poi
senza l’uso di violenza
generarono negli uomini la coscienza.
                                                                       Classe

LA MORTE DELL’ANIMA
La libertà di poter esprimere, scrivere, contestare
nel Novecento la censura provvide lentamente ad annientare.
A quel tempo l’ordine ottuso curò soltanto l’apparenza
che s’impose con insensata violenza.
A quel tempo l’odio portò via con prepotenza
quelle scarse  speranze di sopravvivenza.
Lì s’insinuò il totalitarismo con il suo esasperato individualismo,
coltivando barbarie, dando voce al furore,
mettendo a tacere anima e cuore.
                                                                       Francesca

RINASCITA
La vera forza di una dittatura
è nell’incutere paura;
paura di chi è stato catturato e ghettizzato,
condannato a vivere in silenzio e ad essere annientato.
L’anelata libertà in quel tempo svanì
e in quel rogo di libri senza dubbio perì.
Poi, finalmente, il coraggio di opporsi alla censura
liberò l’uomo da ogni impostura.


                                                                                   Matteo

"LA FORZA DELLE DITTATURE E' NEI MUSCOLI, NON NEL CUORE"
Comando, potere, dittatura
generatori esclusivi di paura.
Paura di morire bruciati o fucilati
nei campi di sterminio, dopo essere stati brutalmente umiliati.
Il coraggio delle donne che continuano a lottare
per quei piccoli figli costretti a lavorare.
La forza delle dittature è nei muscoli, non nel cuore
come un tempo disse un certo autore.
La censura delle dittature rende la vita incolore
distruggendo anime innocenti,
nell’insana convinzione di essere i vincenti.
La stoltezza delle dittature uccise senza pietà
milioni di ebrei alla ricerca soltanto di un po’ di umanità.
La forza delle dittature è nei muscoli, non nel cuore
principio non condiviso da bestie prive di timore.
Fallirono le dittature che operarono per annullare
la storia di grandi uomini destinati a non farsi mai più dimenticare.
                                                                                                          Letizia

 

ANIME IMBAVAGLIATE
Ebrei al sorgere del sole costretti a lavorare,
buttati giù dal letto senza poter fiatare.
Censurata la libertà,
illecita la possibilità di scappare bieche atrocità.
La libertà di contestare il duce Mussolini
e di cambiare, così, i propri destini.
La voglia di cambiare e non veder vietati
diritti imprescindibili senza, inevitabilmente, essere condannati.
Poveri uomini, trattati come animali
privi di diritti economici, politici e sociali.
Censurata la libertà di mutare
per vivere una condizione normale.
I nazisti seppero distruggere, uccidere ed odiare
e dimostrarono al mondo di non saper amare.
                                                                                  Letizia

LA LIBERTA’ E’ UNO STATO MENTALE
Anche la più bestiale violenza
non riuscirà mai a soffocare
la libertà del pensiero.
E’ inutile, è stupido ritenere,
imprigionando i corpi,
di poter imprigionare anche le menti!
                                                           Rebecca

 

 

 

 

DISUMANITA’
Persone accalcate in un recinto,
non per parlare o giocare a pallone,
ma strette in un solo lamento,
quello del dolore e della disperazione.
Dai volti traspare terrore,
il timore di non giungere alla sera.
Trascorrono giornate cupe, che si concludono in orrore,
travolti in una grande irrazionale bufera.
Perché compiere tanto male,
se vivere è un diritto di tutti,
accanirsi perché ebrei,
tentando di dare un folle corso alla storia?
                                                                                  Francesco